LinkedIn sempre più “il Social Network delle Professioni” per eccellenza.
Il motivo per il quale ho deciso di scrivere questo post è perchè nella stragrande maggioranza delle persone il concetto di “segnalazione” ha un’accezione negativa perchè sono abituati alla terminologia di Facebook (in cui, per “segnalazione” vuol dire cercare di fermare un abuso da parte di una persona o di una pagina)
Su LinkedIn è possibile infatti dare un feedback su altre persone, in parole povere, promuovere un ex collega, un compagno di classe, un compagno di corso, un capo o un dipendente. Questo non solo per i valori lavorativi più espliciti ma anche su quelli più disparati: l’empatia, la dedizione, la capacita di fare team, il carisma e tutti altre caratteristiche positive che vogliamo esaltare di una persona.
Anche questo social network è un motore di relazioni, e in quelle che si stringono su LinkedIn gioca una parte molto importante la reputazione, cioè la capacità di promuoversi attraverso il self marketing.
L’apprezzamento da parte dei colleghi e collaboratori è un elemento molto importante della reputazione: permette una gran visibilità sul profilo e ha un peso che può essere davvero notevole nei processi di selezione del personale che avvengono tramite il social network.
Vorrei inoltre fare 2 puntualizzazioni:
– chi riceve una segnalazione può decidere se pubblicarla o meno
– la segnalazione (positiva o negativa) conferma la veridicità del curriculum dichiarato.
Anche questo, è il mondo del web, e per curare a pieno le proprie “WebFootFingers” (perdonatemi il termine) o la propria “identità digitale” non possiamo prescindere da un canale cosi importante come Linkedin.
A mio giudizio le segnalazioni sono importantissime e, per quanto mi riguarda anche sempre ben accette.
Walter Simonini.
