Si parla tanto di Adidas e del presunto “errore” fatto nel non prendere in considerazione lo spot creato dallo studente tedesco.
Video Adidas
Per come la vedo io, #Adidas, aldilà del fatto che può non aver visto il video o può averlo preso alla leggera, potrebbe addirittura chiedere i danni, al creatore del video.
Chi fa #marketing, sa esattamente che ogni azienda ha una sua strategia, che un po’ è legata all’immagine, un po’ è legata al target di clientela a cui vuole arrivare. Il #target di clientela uno se lo va a beccare calcolando gli orari di pubblicazione, la frequenza, i contesti in cui pubblicizza e insieme, anche il soggetto dello spot.
Da dove giudico fallimentare il tentativo di #EugenMerher? dal fatto che gli obbiettivi di Adidas, sono sempre stati molto chiari: questi di seguito sono alcuni degli spot… lo sport come crescita, lo sport come filosofia… probabilmente il ragazzo, ha visto il vecchio film con #MelGibson e #HelenHunt “What women want” e ha confuso Nike con Adidas…
voi avreste legato l’immagine della propria azienda alla vecchiaia, a una casa di cura, solo perché gratis e social? Lo spot deve spingervi a comprare Adidas, non spingervi al suicidio.
https://www.youtube.com/watch?v=IIdn1NveXA8&t=23s
https://www.youtube.com/watch?v=rG3UwDCyGS8
Questo, però la dice lunga su un altra cosa importante che dovremmo affrontare riguardo a internet: se da un lato posso capire il ragazzo che “c’ha provato” non riesco a tollerare le altre testate giornalistiche che mettono in evidenza spesso il fatto che “all’Adidas brucierà tantissimo”…. ecc. : per come la vedo io, non c’è niente di sbagliato, né nel provarci, né nel negare. L’errore è nell’etica delle testate che stanno provando a fare la classica notiziona dell’ultim’ora sulla base di una cosa che non esiste.
Buona Serata a Tutti…
